Corsie preferenziali tutto quello che c'è da sapere

Corsie preferenziali tutto quello che c'è da sapere

Capita a tutti di avere un po’ di fretta. Non sarebbe bello saltare la coda al semaforo, evitare il traffico? Il sogno di ogni automobilista. Eppure a volte capita di trovare strade con più corsie, con una corsie preferenziale libera, che però non possiamo usare. Perché?

Vedremo cosa sono le corsie preferenziali, a chi sono riservate, come si distinguono e quali sono le sanzioni per chi le percorre non avendone titolo. Vedremo anche quando si possono usare e un po’ di storia su come sono nate.

Come nasce la corsia in più

È evidente che l’esigenza di una corsia riservata ad alcuni veicoli piuttosto che ad altri nasce nel momento in cui si sviluppa il traffico, aumentano i veicoli in circolazione e bisogna regolarne meglio l’andamento. Siamo nel secondo dopoguerra per i primi esempi, ma soprattutto durante il boom economico, anni Sessanta-Settanta.

Tra crisi del petrolio e tentativo di privilegiare il trasporto pubblico su quello privato, all’inizio la corsia in più è una corsia riservata ai mezzi pubblici in cui potevano transitare tram e autobus. A volte queste corsie sono derivate dai binari del tram dismesso e trasformato in autobus.

Questo esempio di corsia adibita al trasporto pubblico urbano è ancora molto diffuso ed è segnalato con una linea gialla più spessa e con l’indicazione di chi può percorrere le corsie preferenziali. Negli ultimi anni, infatti, oltre ai Bus si sono aggiunti ai preferiti anche i Taxi.

Le varie tipologie di corsie preferenziali

Sono tante le modalità in cui si sono sviluppate le corsie preferenziali, chi può circolare, la posizione ai lati delle altre corsie, al centro della strada, la marcia a senso unico o a doppio senso di circolazione, o anche il transito solo per le emergenze, con possibilità di fermata, sosta, o relativo divieto.

Da un lato, le corsie che seguono lo stesso senso di marcia delle altre (o le corsie preferenziali a doppio senso di marcia) consentono al traffico speciale dedicato di avere una via accelerata per evitare di rimanere ingolfato tra gli altri veicoli.

Le corsie che consentono di andare in senso contrario al resto del traffico, invece, consentono ai mezzi privilegiati di non dover allungare il percorso evitando sensi vietati, creando sensi unici dedicati. Un esempio sono strade a due corsie in cui una viene chiusa al traffico regolare per rimanere aperta solo agli autobus.

Le corsie preferenziali comportano un vero e proprio divieto di transito per gli altri veicoli e devono essere segnalate in modo ben visibile, anche per evitare invasioni di corsia accidentali. Vediamo come si distinguono.

La segnaletica orizzontale e verticale

Segnali stradali

La segnaletica per corsia preferenziale è sia orizzontale che verticale. I margini della corsia stessa, o i limiti esterni delle corsie, se ce ne sono più di una, sono delimitati da strisce gialle sull’asfalto, strisce più larghe delle comuni strisce bianche continue, in modo da essere più evidenti.

Inoltre, all’interno della corsia spesso c’è scritto sull’asfalto, sempre in giallo, il tipo di veicolo a cui la corsia è riservata. L’esempio più comune è la corsia riservata al traffico di autobus e taxi, in cui si trovano le scritte “Bus” e “Taxi”.

All’imbocco della corsia o della strada, ci deve essere il cartello di corsia preferenziale, che rappresenta un divieto di transito con eccezione. Infatti, se da un lato i veicoli non autorizzati non possono circolare, l’eccezione rappresenta ed elenca proprio i veicoli autorizzati ed eventualmente l’ordinanza che li autorizza, in base al tipo di strada.

Lo sviluppo del traffico autorizzato

Se all’inizio le corsie preferenziali erano destinate solo ai mezzi pubblici urbani, col tempo le cose sono cambiate. In molte città, i taxi hanno lo stesso diritto di transito, in quanto riconosciuti come mezzi di servizio al pubblico. Questo diritto è stato esteso in alcuni comuni anche alle vetture NCC (Noleggio Con Conducente), a volte anche a ciclomotori e motocicli.

Nelle località turistiche, spesso i pullman in arrivo possono comprare l’accesso a corsie speciali, con un tagliando che testimonia il permesso di transito. Altri esempi di veicoli favoriti sono le auto elettriche o il cosiddetto car sharing (almeno tre persone sul veicolo).

Se nella via ci sono passi carrabili, i residenti possono comprare il permesso di transito. Anche i veicoli autorizzati ad esporre il tesserino dei portatori di handicap spesso sono esentati, insieme ai veicoli delle forze pubbliche, ai veicoli di soccorso e ai veicoli delle cariche dello stato (o dei corpi diplomatici).

Ogni divieto comporta una sanzione

Come per ogni regola del codice della strada, se c’è un divieto, c’è anche (almeno) una sanzione. Vediamo cosa succede se un veicolo non autorizzato transita su una corsia preferenziale. Il minimo che ci si può aspettare è una multa per corsia preferenziale senza autorizzazione.

Il cartello a inizio corsia è un divieto di transito, quindi la multa per transito in corsia riservata ai mezzi pubblici è una violazione piuttosto grave. La sanzione amministrativa va da 80 a 320 Euro ma in alcuni casi si perdono anche dei punti dalla patente.

La sanzione minima si applica per la classica invasione di corsia, il transito non autorizzato. I punti vengono tolti in caso di sosta, che è una doppia sanzione, perché oltre alla sosta vietata si aggiunge anche l’inevitabile transito non autorizzato (per parcheggiare).

Ci sono quattro casi specifici in cui può convenire fare ricorso (entro un mese). Il primo è se l’infrazione è rilevata da telecamera non omologata, oppure posta in punto diverso dall’imbocco della corsia (dove c’è il cartello). Il secondo è una segnaletica irregolare o poco visibile. Il terzo è la sanzione comminata da un ausiliario che non rientra nel personale di trasporto pubblico. Infine, se la multa è stata fatta a un veicolo diverso, la cui targa è stata copiata male e quindi non corrisponde.

Conclusione

Le corsie preferenziali servono a smaltire meglio il traffico, dando la priorità al trasporto pubblico o ad alcuni veicoli di maggiore utilità sociale. Invadere una corsia speciale è un’infrazione a cui corrisponde una multa. Controllare sempre la segnalazione e i cartelli e nel dubbio, evitare di transitare e chiedere il permesso se se ne ha titolo.

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