Cintura di sicurezza: regole d'uso, funzioni, problemi

Cintura di sicurezza: regole d’uso, funzioni, problemi

Le cinture di sicurezza sono dispositivi salvavita. L’obbligo di indossarle riguarda tutti gli automobilisti, anche nei sedili posteriori. Vedremo quali sono gli elementi che compongono la cintura di sicurezza, quali sono gli accessori possibili, quali le esenzioni e quali gli obblighi per i bambini e per gli animali.

Cintura di sicurezza auto, obbligatorie dal 1988 in Italia

Cintura di sicurezza auto, obbligatorie dal 1988 in Italia

Il primo brevetto per delle “bretelle di sicurezza” fu depositato in Canada nel 1903. Non ebbero successo, soprattutto perché le velocità dei veicoli non erano ancora elevate, inoltre erano fatte in cuoio, con una forte pressione al torace che poteva creare difficoltà respiratorie. La prima auto dotata di cintura di sicurezza installata di serie uscì nel 1948, era la Tucker Torpedo, la cui fabbrica fu chiusa in breve, soprattutto per l’eccessiva concorrenza nei confronti dei maggiori produttori americani.

L’esperienza delle cinture di sicurezza in auto da corsa, con il sostegno alle accelerazioni laterali, consentì di introdurre questa soluzione anche in automobili prodotte in serie, a partire dal 1957. Si trattava più che altro di modelli sperimentali, per testare l’utilità di questa soluzione. I risultati positivi della sperimentazione portarono all’adozione in serie delle prime cinture di sicurezza a partire dal 1960.

La prima nazione a dichiarare l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza fu la Cecoslovacchia, nel 1969, seguita dalla Francia nel 1973, poi da altri paesi europei. L’Italia rese obbligatoria la predisposizione con attacchi per la cintura di sicurezza dell’auto a partire dal giugno 1976, passando all’obbligo di indossare le cinture nel 1988 per i sedili anteriori.

Per quanto in riguarda i sedili posteriori, l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza in auto anche dietro arriva nell’aprile 2006, mentre nel luglio 2010 l’obbligo viene esteso anche alle mini-car, agli autobus extraurbani, ai camion e a tutti i veicoli che ne sono dotati. Il mancato rispetto dell’obbligo della cintura di sicurezza comporta una multa che va dagli 80 € fino ai 323 € con la decurtazione di cinque punti dalla patente, se il trasgressore è il conducente.

Componenti della cintura di sicurezza

Componenti della cintura di sicurezza

Per comprendere meglio come funziona la cintura di sicurezza, vediamo quali sono gli elementi che la compongono. Le cinghie vere e proprie, sono prodotte con materiali flessibili, servono a trattenere il corpo del passeggero. Devono resistere al taglio e alla scalfittura, pur essendo costruite con trame di fili sintetici molto morbidi.

Il riavvolgitore è una soluzione che consente di estrarre la cinghia, bloccandola in caso di estrazione troppo rapida (accelerazione, frenata, urto, ecc.), ma consentendone il rientro una volta sganciata. La regolazione dell’altezza nel punto di attacco laterale può essere modificata con un regolatore, presente in alcuni modelli.

Un elemento importante sono gli ancoraggi, cioè i punti in cui la cintura di sicurezza viene attaccata alla scocca, per essere fissata saldamente. Le cinghie passano attraverso un anello di acciaio, con una copertura in plastica, che serve per l’inserimento nel punto di ancoraggio sganciabile. La struttura dell’anello oscillante assorbe una parte dell’energia d’urto. La linguetta di acciaio dell’anello oscillante serve a facilitare il fissaggio nel punto di ancoraggio, che viene fermato da una fibbia con un pulsante di sganciamento.

Il pretensionatore è un dispositivo a pistone che riavvolge la cintura o tira la fibbia in caso di urto. Si tratta di un dispositivo monouso, quando entra in funzione va poi sostituito. È importante per bloccare il corpo del passeggero nella posizione corretta, nel momento stesso in cui avviene un incidente.

La soluzione più diffusa al mondo (una innovazione del 1959) sono le cinture di sicurezza a tre punti, con una cinghia diagonale nella parte alta del torace è un’altra cinghia nella parte bassa del ventre. Negli ultimi anni, esistono soluzioni di cintura di sicurezza con airbag incorporato.

Accessori e soluzioni per la cintura di sicurezza dell’auto

Accessori e soluzioni per la cintura di sicurezza dell’auto

Tra i vari accessori disponibili per le cinture di sicurezza dell’auto, ci sono i ganci di fermo. Il gancio ferma cinture di sicurezza auto è un elemento che consente di fissare l’altezza del gancio oscillante in modo che questo non scivoli sempre troppo quando si manovra la cinghia. I fermi per cinture di sicurezza auto spesso sono installati di serie.

Se la cintura di sicurezza non rientra, si possono utilizzare degli appositi spray per cintura di sicurezza auto. Ecco come procedere: estrarre tutta la cintura, eliminare ogni traccia di grasso, spruzzare lo spray apposito facendo attenzione a non macchiarsi. I prodotti speciali per cintura di sicurezza lubrificano senza ungere, dato che i meccanismi interni della cintura di sicurezza devono funzionare a secco, non oliati.

Se la cintura di sicurezza dell’auto non si aggancia, il problema potrebbe essere risolvibile con la sostituzione di un elemento del punto di attacco. A volte basta svitare il punto di attacco e sostituire la parte rotta con una dello stesso tipo (gli agganci non sono universali). Inutile dire che, se il guasto riguarda la cintura di sicurezza del conducente, bisogna intervenire immediatamente.

Se la cintura di sicurezza dell’auto è rotta, bloccata, o inutilizzabile, si può cercare di individuare e risolvere il guasto, quando possibile. Prima si verifica che la cinghia sia integra, che non sia annotata, che si possa muovere liberamente. Se la cinghia è rotta, si può sostituire. Un altro problema può essere la bobina di avvolgimento bloccata, oppure posizionata non in orizzontale.

In ogni caso, in caso di sostituzione bisogna utilizzare elementi identici agli originali, affidando l’intervento a personale esperto. La cintura di sicurezza è un elemento fondamentale per la sicurezza sulla strada, può salvare la vita, deve essere in condizioni ottimali sia nel rispetto della legge che per prevenire conseguenze molto gravi.

Esenzioni e altri obblighi

Tra le persone esentate dall’utilizzo delle cinture di sicurezza, ci sono gli appartenenti alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e alle forze armate, che intervengono rispondendo a un’emergenza, gli istruttori di guida, gli agenti privati in servizio di scorta, persone che possono certificare patologie o limiti fisici che rendono l’utilizzo del dispositivo di sicurezza controproducente. Un’altra esenzione riguarda la gravidanza e le cinture di sicurezza in auto, purché lo stato di gravidanza sia certificato dal ginecologo.

Esenzioni e altri obblighi

Le cinture di sicurezza in auto per bambini sono regolate in maniera particolare. Per bambini con meno di 12 anni, alti al massimo 150 cm, le modalità di aggancio devono essere omologate in base al peso e alla statura, spesso si utilizzano dispositivi omologati (seggiolini auto) per fasce di età. A partire dai 12 anni, con altezza superiore ai 150 cm, si possono usare le cinture di sicurezza normali del veicolo.

Un ultimo obbligo riguarda la cintura di sicurezza per cani in auto. Si tratta di una soluzione adatta soprattutto a cani di taglia medio grande. Un’alternativa all’utilizzo di gabbie, trasportini, oppure al trasporto dell’animale nel baule.

Conclusione

La cintura di sicurezza a tre punti è la soluzione più diffusa nel mercato automobilistico. Il dispositivo salvavita deve essere sempre in ottime condizioni, omologato e funzionante. In caso di malfunzionamento o rottura, bisogna intervenire immediatamente per non incorrere in sanzioni, oltre che in rischi molto gravi.