Сome caricare la batteria di un'auto e la sua durata

Сome caricare la batteria di un'auto e la sua durata

La chiave si gira nel blocco di accensione, ma il motore non parte: che incubo! Certo, se succede all’andata, quando siamo ancora a casa, forse nel frattempo possiamo usare un altro veicolo, ma se succede al ritorno? Che fare se la batteria si scarica e la macchina non parte?

Vedremo quali sono i motivi per cui una batteria si scarica e come fare per recuperare in poco tempo il veicolo, come diagnosticare una batteria, come caricare la batteria auto, come capire se è il caso di cambiarla o se il problema non è la batteria, ma qualcosa di diverso da controllare.

Batteria scarica, una diagnosi al volo

Ci sono casi in cui è facile capire che la batteria non funziona semplicemente perché è scarica ed è ora di cambiarla. Quanto dura la batteria della macchina? Per quanto dipenda dall’uso, da quanto e da come si usa, ogni batteria ha una durata massima e se sono passati alcuni anni, la macchina è rimasta ferma, magari al freddo, la carica della batteria è la principale sospettata.

Questo perché la durata della batteria ad auto ferma è minore rispetto a usare la macchina regolarmente, magari per tragitti di almeno una ventina di minuti, il tempo che ci mette l’alternatore per mandare abbastanza energia e ricaricarla. Altri possibili colpevoli sono: difetti nell’impianto elettrico che scaricano troppo alla svelta, perdite, deformazioni meccaniche (dovute a un incidente), montaggio sbagliato.

Se invece la batteria è nuova e la macchina è spesso in movimento, il dubbio è che ci sia stato un problema nella batteria stessa (difetto di conformità?) oppure che ci sia un problema a livello di ricarica, quindi nei cavi dell’impianto o nell’alternatore, che non funziona bene e non carica (o carica parzialmente) la batteria.

Come intervenire

Una volta era normale fermare qualche passante e chiedere una spinta. Se si riesce a far partire la macchina, con il motore in funzione anche l’alternatore parte e manda energia alla batteria. In ogni caso, se la macchina va, si può raggiungere un elettrauto o casa, quindi un problema in meno.

Un altro metodo per risolvere, almeno per il momento, è avere a disposizione un veicolo con la batteria ben carica e i cavi di avviamento. Bisogna collegare i cavi all’auto con la batteria carica, poi a quella scarica rispettando le polarità negative e positive. In questo modo, il veicolo in panne sfrutta l’energia della batteria donante e la macchina dovrebbe partire.

Quando il motore è in grado di tenere almeno 2000 giri per qualche secondo, si scollegano i cavi tenendo il motore avviato e si può procedere verso l’elettrauto o verso casa. Sia la spinta che l’avviamento coi cavi non risolvono il problema, bisogna poi capire perché la batteria era scarica e se è il caso di cambiarla o di ricaricarla.

Batteria scarica, come ricaricarla

Se la batteria si è scaricata per fattori esterni, ma è ancora di buona qualità e può funzionare bene, allora una bella ricarica può bastare. Certo poi bisogna capire se si è scaricata solo perché è rimasta troppo tempo fuori al freddo, o se c’è qualcos’altro da esaminare (principale indiziato: l’alternatore).

Uno strumento utile che si può tenere in garage è il carica batteria auto: come funziona? In pratica si tratta di una batteria esterna a rilascio rapido, un dispositivo da collegare alla propria batteria con gli stessi cavi che si userebbero per un avviamento rapido da un altro veicolo.

La differenza è che è tutto integrato, cavi compresi. Nei modelli più recenti ci sono varie funzioni, tra cui ricarica d’emergenza (rapida, per muoversi il prima possibile), oppure ricarica lenta (più efficace, ma dura qualche ora). Le ricariche rapide sono sufficienti se si sa che la batteria è in perfette condizioni, ma si è scaricata perché, ad esempio, si sono lasciati i fari accesi, quindi l’energia è semplicemente terminata.

Come caricare la batteria auto con caricabatterie? Molto semplice. Si individuano i poli della propria batteria e i rispettivi cavi del dispositivo, si collega positivo con positivo, negativo con negativo (attenzione a non far toccare i cavi tra loro, si crea un corto circuito!) e poi si tiene collegato almeno un’ora o il tempo previsto dalla modalità di carica.

Quanto tempo prima di ripartire?

Ci sono situazioni in cui si può anche non avere fretta, ad esempio se la macchina non parte, ma è nel garage e non c’è fretta. Ma ci sono altre situazioni da cui vogliamo toglierci al più presto, ad esempio se la macchina non parte da un parcheggio in una zona non piacevole, oppure se dobbiamo fare uno spostamento il prima possibile, tornare a casa, andare a lavoro.

Allora è utile conoscere il tempo di ricarica batteria auto. Al di là della spinta, che può risolvere in due minuti, se troviamo un altro veicolo con i cavi di avviamento, il problema si può risolvere in meno di dieci minuti: basta avviare il motore e farlo andare in autonomia un paio di minuti.

Se invece usiamo uno starter esterno, un caricabatterie, allora si può scegliere la modalità di ricarica di emergenza e in meno di un’ora la batteria si è caricata abbastanza per partire. Se il viaggio da fare è breve, è meglio caricare un po’ di più la batteria, perché l’alternatore non avrà abbastanza tempo per una ricarica completa.

Se invece siamo a casa e possiamo usare un altro veicolo o comunque non abbiamo fretta, conviene lasciare la batteria sotto carica per diverse ore (la durata complessiva dipende dal dispositivo che usiamo), perché la carica lunga è più efficace. Alcuni dispositivi caricano una batteria nell’arco di 24 ore.

Conclusione

Conoscere un buon metodo per ripartire, quando la batteria non ci aiuta, può far risparmiare molto. Una bella spinta, i cavi di avviamento nel baule, oppure uno starter, un apparecchio caricabatterie in macchina o pronto nel garage. Caricare la batteria è utile se si è scaricata per una dimenticanza, ma se l’alternatore non funziona o se la batteria è troppo vecchia, una carica non risolve.

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