Problemi cambio automatico: sintomi e cosa fare

Problemi cambio automatico: sintomi e cosa fare

Il cambio automatico è una vera comodità per chi ci è abituato, ma comporta una manutenzione e delle attenzioni i più per durare, soprattutto perché gli interventi e l’eventuale riparazione e sostituzone possono essere piuttosto onerosi.

Vedremo cosa è importante nella manutenzione del cambio automatico, tutto ciò che riguarda la sostituzione dell’olio del cambio, i problemi più comuni per cambio automatico e alcuni consigli per prolungare la durata di servizio della trasmissione.

Come prendersi cura del cambio automatico

Come ogni impianto dell’auto, il cambio automatico può durare molto più a lungo e performare meglio se si effettua correttamente la manutenzione, seguendo le indicazioni del produttore. Vediamo cosa comprende una manutenzione cambio automatico e come bisogna affrontarla.

Come ogni tipo di frizione per auto, il cambio automatico prevede delle cure particolari. Ora bisogna fare attenzione quando si fanno i tagliandi, perché non sempre se si va dal concessionario il cambio automatico è incluso e bisogna specificarlo, per evitare spiacevoli sorprese.

L’elemento for se più importante nella trasmissione automatica è l’olio che ne lubrifica le componenti (freni, pulegge, frizioni). Il lubrificante va scelto tra quelli compatibili e indicati dal produttore, non tutti gli oli per cambio automatico sono uguali.

Ne esistono cinque gruppi, di cui tre a base minerale e due a base sintetica. Anche la presenza e le proporzioni degli additivi sono di particolare importanza. Calcio, fosforo, boro, servono a proteggere gli organi di trasmissione dagli effetti deleteri dell’attrito (additivi antiusura), dalla ruggine, dalla schiuma Tura del lubrificante.

La sostituzione dell’olio del cambio

La sostituzione dell’olio del cambio

Il lubrificante tende a deteriorarsi con l’uso, è una conseguenza normale dei continui stress termici a cui è sottoposto. Inoltre, le superfici di attrito tendono a perdere particelle che contaminano il lubrificante. Così, un olio vecchio perde la viscosità, tende a diventare più acido e danneggia le guarnizioni, con rischio di danni anche al convertitore e alle valvole. Ecco perché bisogna sostituire l’olio del cambio al momento giusto, prima che sia troppo tardi.

Oltre alle indicazioni generiche di una sostituzione intorno ai 50-60mila chilometri dell’olio cambio automatico, quando cambiarlo dipende molto dalle condizioni di utilizzo e dalla risposta della trasmissione. Se l’olio è deteriorato, la risposta della trasmissione peggiora, come vedremo.

Tra i sintomi di poco olio nel cambio automatico, o di un lubrificante ormai a fine servizio ci sono: quando la macchina parte, sia in avanti che in retromarcia, si sente uno scatto invece che è una partenza più fluida; il cambio marcia avviene a regime più alto, anche fino a 1000 giri più del solito; la macchina consuma più carburante, anche un 20% in più in città; il cambio marcia è più lento, inoltre il veicolo fatica di più in salita perché il cambio non scala per tempo.

Problemi più comuni del cambio automatico

Quando le parti meccaniche sono usurate, o l’olio ha perso le proprie qualità, cominciano a presentarsi dei problemi ricorrenti col cambio marcia. In particolare, quando il cambio automatico slitta o la marcia non rimane inserita, significa che ci sono problemi al cambio automatico.

Se il cambio automatico non cambia marce, il problema diventa molto più urgente e bisogna fermarsi subito in officina. Lo stesso vale se col cambio automatico non entrano le marce, il problema più probabilmente non è solo l’olio, in questi casi, ma bisogna fare una revisione della trasmissione o almeno un controllo approfondito.

Per evitare di arrivare a tanto, col cambio che non funziona più, per scoprire i sintomi del cambio automatico rotto si può fare la cosiddetta prova dello stallo. Si scalda la macchina (o si approfitta dopo averla usata), si controllano i livelli dell’olio del cambio e del liquido di raffreddamento, si tira il freno a mano e si preme il freno.

Problemi più comuni del cambio automatico

Poi si cambia in D per la marcia, o anche in R per la retro, infine si preme l’acceleratore.

Il motore sale così di giri e si surriscalda, fino a un certo punto (chiamato punto di stallo). Questo valore massimo può andare dai 2000 giri ai 2500 giri a seconda del motore, più è basso e meglio è. Se il motore raggiunge i 3000 giri, staccare subito il piede dall’acceleratore e far controllare il cambio, che funziona ancora, ma evidentemente nasconde qualche problema.

Una nota a parte merita il contraccolpo al cambio automatico, che avviene spesso nei modelli nuovi. In questi casi bisogna distinguere tra un leggero colpo dovuto al distacco e alla ripresa di trazione, da sperimentare con un filo di gas. Se invece il colpo è più netto e il cambio non è nuovissimo allora anche questo è un sintomo di malfunzionamento, probabilmente dipende dall’olio, ma va controllato.

Consigli per far durare di più il cambio automatico

Dopo aver visto la manutenzione e gli eventuali segnali di guasto, vediamo ora come prevenire questi guasti al cambio automatico, cosa non fare. Evitare di toccare troppo la leva, soprattutto se il passaggio in folle o in parcheggio è molto breve, ad esempio per qualche secondo al semaforo. Ogni spostamento della leva corrisponde a un’azione che alla lunga consuma di più il meccanismo di trasmissione.

Come per il cambio manuale, anche con l’automatico bisogna assolutamente evitare di inserire la retromarcia quando il veicolo sta ancora procedendo in avanti. Questo errore si compie soprattutto in fase di parcheggio, lo stress meccanico sulle componenti della trasmissione in questo caso è davvero notevole.

Le partenze aggressive possono essere piuttosto dannose, in particolare se si premono contemporaneamente il pedale del freno e l’acceleratore, o addirittura se si accelera ancora in folle per inserire la marcia con motore a regime alto.

Consigli per far durare di più il cambio automatico

Aspettare che la macchina si fermi prima di mettere in posizione di parcheggio (P). Una volta messo il cambio in modalità parcheggio, bisogna comunque inserire il freno di stazionamento, perché la trasmissione da sola non è progettata per sostenere il carico del veicolo sotto sforzo statico, specialmente in caso di dislivello anche lieve. Tutti questi cattivi comportamenti possono ripercuotersi su vari elementi del cambio, come ad esempio il differenziale autobloccante o perfino sull’olio che subisce stress ancora maggiori rispetto al solito.

Conclusione

L’olio del cambio va sempre controllato e cambiato per tempo. Lo stile di guida e alcune avvertenze importanti possono far durare molto di più il cambio automatico, evitando problemi come la marcia che non entra o un aumento eccessivo dei consumi.

    Commenti – 2

  • @user_47155021.07.2021
    Membro

    Buongiorno
    Con temperature elevate esterne in fase di marcia il cambio non cambia la marcia ed addirittura scala alla marcia inferiore, sale di giri e la temperatura del motore aumenta oltre la classica metà. Cambio con regolarità l’olio del cambio a circa 50000km
    Sapreste darmi un consiglio
    Saluti
    Massimo Ippolito

    Rispondere
  • @d. c.22.07.2021
    Membro

    Buongiorno,
    ho un a C4 Grand Picasso 2.0 BlueHdi, 2.0/150 cv, cambio aut. EAT6, anno 2015, 65.000 km.

    Circa due mesi fa, il cambio ha iniziato a “SLITTARE” in 2.a marcia.
    Nel senso che, accelerando, saliva il numero di giri, ma non aumentava affatto la velocità.
    Poi, non insistendo con l’acceleratore, smetteva di slittare e cambiava in 3.a.

    Il fatto si è ripetuto ad ogni passaggio 2.a/3.a

    Decido, dietro consiglio del meccanico, di SOSTITUIRE L’OLIO del cambio automatico CON LAVAGGIO.

    Risultato : non slitta più in 2.a, ma ha iniziato a SLITTARE in 3.a marcia (passaggio 3.a/4.a)
    cosa che non aveva fatto MAI.

    Cosa può essere successo, secondo voi?

    Vi ringrazio in anticipo.

    Domenico

    Rispondere

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