Diagnosi auto OBD2: come funziona

Diagnosi auto OBD2: come funziona

Cos’è l’OBD2, come funziona e come procedere per fare una diagnosi motore? Quali sono i codici e gli standard, è meglio prendere una sonda wireless o un lettore scanner collegato? Vedremo come procede se la spia motore si accende e cosa serve per non avere pensieri in caso di errore.

Controllo elettronico, finalmente uno standard per tutti

Da diversi decenni, l’elettronica prende sempre più piede all’interno della macchina. Dai sistemi di sicurezza, fino alle centraline più complesse, in grado di tarare ogni minimo dettaglio del funzionamento del motore, riconoscendo eventuali malfunzionamenti e producendo relativi codici di errore.

Le prime centraline erano dotate di porte di interfaccia a cui collegarsi per leggere il log, il registro attività e codici errore, per intervenire. Si tratta di una porta “obd” che sta per “on board diagnostics” e cioè “diagnostica di bordo”. Nei primi anni, ogni produttore creava un proprio standard, costringendo gli elettrauti a munirsi di varie diverse interfacce.

Alla fine degli anni Ottanta inizia il percorso verso un’interfaccia comune, chiamata OBD-I, con sensori per le emissioni. Ma già a metà anni Novanta è arrivato il nuovo standard OBD-II (OBD2), con dei protocolli condivisi per il segnale di interfaccia OBD2.

La differenza tra OBD e OBD2 è molteplice, dall’anno di produzione supportato (prima o dopo il 1995), all’universalità della scansione (OBD specifico, OBD2 universale), alla possibilità o meno di lavorare wireless e ad alta precisione (OBD2) rispetto ai collegamenti a consolle a bassa precisione (vecchi OBD).

Cosa serve per procedere?

Lettore obd2

Innanzitutto bisogna munirsi di un lettore OBD2. Si tratta di uno strumento elettronico che non solo si interfaccia con la centralina per scaricare i codici errore, ma è anche in grado di interpretarli. Così non bisogna fare delle ricerche nei manuali tecnici per capire, per esempio, se l’errore è all’iniezione piuttosto che nella fasatura.

Esistono due possibilità di lettore, sonda e lettore o sonda wireless. Nel primo caso, l’apparecchio è integrato e c’è un display su cui visualizzare il risultato della diagnosi auto OBD2. Nel secondo caso il display non è integrato, ma si accede tramite app.

obd2 diagnosi

Un lettore OBD2 Bluetooth può collegarsi allo smartphone direttamente senza bisogno di una rete internet esterna o di un router, una bella comodità per una diagnosi al volo, fuori officina. Basta la sonda a portata di mano in macchina per affrontare ogni minimo problema seduta stante.

Una sonda OBD2 wifi invece si appoggia alla rete internet ed è una scelta più indicata per un’officina con router attivo. Va detto che i prezzi delle sonde wireless sono comunque simili, piuttosto bassi (meno di 15 €) mentre gli scanner con display costano un po’ di più, ma sono sempre accessibili (meno di 30 €).

Com’è fatta le porta OBD?

A partire dal 2001, ogni auto con motore a benzina è dotata di una porta OBD2 per effettuare la diagnostica a bordo. L’obbligo è arrivato anche per le macchine alimentate a diesel, a partire dal 2004. I campi di applicazione dei lettori più moderni aumentano con l’aumento della presenza dell’elettronica a bordo, oltre a diventare sempre più comodi da usare.

Porta obd

Per collegare la sonda o il lettore bisogna trovare la posizione presa OBD. Si tratta della presa di interfaccia che permette di collegarsi e leggere i codici errore, ed è obbligatoria in ogni auto. È una porta a 16 pin universale collegata appunto al computer di bordo.

La porta OBD è un’interfaccia comune che può supportare protocolli diversi a seconda del produttore. I veicoli Ford e General Motors utilizzano i protocolli di comunicazione SAE J1850, rispettivamente PWM (Ford) e VPW (GM).

Mentre i protocolli di Chrysler e di alcuni altri produttori asiatici o europei per la presa OBD sono gli ISO9141-2, oppure ISO14230-4 per Honda, Jeep, Land Rover, Nissan, Mazda e Subaru (e altri produttori). A partire dal 2008, tutti i veicoli devono adottare il protocollo ISO15765 CAN (Controller Area Network).

Dei 16 pin a disposizione, nell’OBD connector, 4 e 5 sono sempre per la presa a terra, mentre il 16 è per l’alimentazione della batteria, 1 e 3 sono disponibili per il produttore, mentre gli altri sono utilizzati a seconda degli standard sopra descritti.

Come procedere

Vediamo come usare l’OBD2 una volta capito dove trovare la porta per il collegamento e scelto il lettore o la sonda. Nel caso della sonda wireless, bisogna scaricare anche la relativa applicazione. In genere, la regola d’oro è che più è sofisticata la sonda (e quindi costosa) e più l’app è accessibile.

Abbiamo già visto come decidere se una sonda OBD2 è meglio wifi o Bluetooth, in sostanza il wifi è limitato dalla disponibilità del router, anche se è sempre possibile aprire un hot spot col cellulare, ma a quel punto il Bluetooth è più facile da abbinare allo smartphone senza dover smanettare troppo.

Al di là del modello di sonda o lettore e delle differenze nell’OBD2 pinout della presa, ecco alcuni dei codici universali validi in ogni caso. La lettera iniziale in genere rappresenta il sistema a cui prestare attenzione, con P (Powertrain) che rappresenta la trasmissione, alimentazione, accensione, emissioni.

Altri codici OBD sono B (Body) per componenti più esterne, come airbag, cinture di sicurezza, sedili; C (Chassis) indica problemi ai freni, all’ABS, agli assi, mentre U (Undefined) indica un errore sconosciuto, ad esempio manca il segnale con il sensore, dati non compatibili o software sbagliato.

I numeri della diagnostica

La forma standard OBD dei codici errore si traduce in quattro cifre dopo la lettera. Il primo numero può indicare un codice standard o specifico del produttore dell’auto. Il secondo numero indica il sistema di riferimento, ad esempio l’iniezione, le emissioni o il controllo di velocità.

Le ultime due cifre danno una descrizione più specifica dell’OBD2, diagnosi sul problema riscontrato. Se e quando si accende la spia motore, è il momento di collegare la sonda o il lettore alla presa per eseguire la diagnostica. Non si tratta di un procedimento plug&play, bisogna inviare il comando dallo scanner o dall’app.

Il vantaggio del lettore diagnosi auto rispetto al solo display codice è che con la banca dati dei produttori si può leggere direttamente qual è il problema, invece che leggere solo un codice numerico da interpretare. Un aiuto notevole per chi non è esperto, che così può munirsi di una sonda e di un’app e capire al volo il problema indicato dalla spia.

Conclusione

La diagnostica diretta sul computer di bordo può far risparmiare molto. I prezzi delle sonde o di un OBD2 scanner sono comunque contenuti e con un buon software si possono leggere comodamente gli errori anche se non si è esperti. Una bella comodità per tutti.

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