Come rimuovere l’aria dal sistema di raffreddamento

Come rimuovere l’aria dal sistema di raffreddamento

Il sistema di raffreddamento deve funzionare perfettamente per non danneggiare il motore. La presenza di aria nei tubi del sistema porta a perdere in efficienza, quindi bisogna intervenire. Vediamo come si toglie l’aria dal sistema di raffreddamento, quando e cosa succede. Quali sono i segnali della presenza di aria e a chi chiedere aiuto.

Perché entra l’aria?

I motivi per cui c’è aria nel circuito di raffreddamento auto possono essere diversi. Il principale indiziato è un intervento di manutenzione o di riparazione a cui non è seguito un adeguato spurgo dei tubi.

Quando si interviene ad esempio per cambiare un componente dell’impianto, un tubo, una guarnizione, necessariamente si interrompe l’ermeticità del sistema, che quindi acquisisce elementi esterni, come aria o anche sporco, se non si fa attenzione.

Per questo, dopo ogni intervento sul sistema, bisogna effettuare uno sfiato, l’operazione che consiste nell’eliminare l’aria nel circuito di raffreddamento. Nel caso si cambi il fluido tecnico o l’impianto risulti sporco, allora l’intervento è diverso e bisogna procedere al lavaggio del sistema.

Lavare il sistema di raffreddamento

Vediamo come si interviene nel caso di un sistema di raffreddamento sporco o contaminato, quando si fa un cambio totale del fluido tecnico, oppure dopo una riparazione importante. Quando si parla di contaminazione del sistema si intende la presenza di ruggine (che indica corrosione nel motore), di olio (problemi alla guarnizione di testata), di alluminio (corrosione nel radiatore) di corpi o sostanze estranee (additivi, sigillanti o altro).

Al di là delle differenze tra marche e modelli, il lavaggio può essere composto da varie fasi, dalla pulizia di un singolo elemento (tubi nuovi e circostanti) all’intero sistema, inclusi: radiatore, scambiatore, elettrovalvole, termostato e tappo.

Oltre all’uso di semplice acqua calda (oltre i 50°C), se il radiatore risulta intasato da detriti bisogna sostituirlo. Alcuni elementi degli impianti moderni comprendono tubi dalla forma appiattita che non si possono lavare e vanno sostituiti. Se la sporcizia presente impedisce di rilevare il livello del liquido di raffreddamento nel serbatoio, bisogna sostituire il serbatoio.

Se si utilizzano per il lavaggio degli speciali detergenti, bisogna fare attenzione a quanto si diluisce il prodotto, evitando che il liquido entri in contatto, oltre che con le persone, anche con le guarnizioni. Si tratta di fluidi speciali e inquinanti che hanno un ciclo di recupero simile a quello dell’olio motore.

Alla fine del lavaggio, si può procedere a riempire con il fluido tecnico nuovo, sempre seguendo le indicazioni del produttore del veicolo. A questo punto subentra l’esigenza di procedere allo sfiato, per eliminare l’aria rimasta all’interno.

Lo sfiato del sistema di raffreddamento

Le bolle d’aria sono diventate un problema anche per via della conformazione di certi impianti. Il serbatoio di espansione e il radiatore sotto il livello del motore o allo stesso livello rendono più delicata proprio la fase di sfiato, cioè come togliere l’aria dal circuito di raffreddamento.

Uno dei metodi più avanzati per evitare la formazione delle bolle è utilizzare un dispositivo di riempimento per cui l’aria viene aspirata, creando il vuoto all’interno del sistema, per poi inserire il fluido tecnico. Il sistema a pressione negativa ha anche altri vantaggi: per esempio, consente di rilevare subito l’eventuale perdita di ermeticità del sistema, e poi è più rapido.

Per chi ama i sistemi più tradizionali, ecco come procedere allo spurgo. Una volta versato all’interno del sistema il liquido nuovo, dopo l’intervento di lavaggio o la riparazione, bisogna individuare gli appositi tubicini che si trovano sopra la testata del motore. Si tratta di tre sporgenze in gomma su cui si agisce con il cacciavite per un tempo molto limitato, circa un paio di secondi.

Infine si aggiunge ancora un po’ di liquido all’interno. Si tratta di un intervento complesso? No, per niente, bisogna solo ricordare di sfiatare e soprattutto fare attenzione agli eventuali sintomi della presenza di troppa aria nel circuito di raffreddamento.

Cosa succede se non tolgo l’aria?

La conseguenza diretta della presenza di aria invece del fluido tecnico è che il sistema perde di efficacia. L’aria non scambia il calore come il liquido di raffreddamento e quindi non abbassa la temperatura del motore. Così il sistema non raffredda il motore come dovrebbe e si rischia il surriscaldamento.

Le conseguenze del surriscaldamento del motore sono ben note e da evitare: perdita dei parametri di performance, in particolare i punti di combustione e di fasatura, modifica e perdita di efficacia del lubrificante, fino al rischio di fusione della guarnizione di testa e al caso estremo dell’avaria motore.

Un veicolo in ottima forma è più longevo e ci fa risparmiare, a volte bastano piccole attenzioni e togliere l’aria dal raffreddamento è una di quelle attenzioni che può togliere dei grattacapi. Specialmente se la temperatura motore non è quella desiderata (il motore non si scalda o si scalda troppo), sapere di avere un impianto di raffreddamento ben ermetico elimina tante delle possibili cause e facilita la diagnosi.

Se c’è aria nel circuito di raffreddamento, sintomi più comuni sono l’aumento della temperatura del motore, oppure si sente un particolare rumore proveniente dal radiatore, una specie di gorgoglio che indica la presenza d’aria, il sensore del termostato rischia di leggere una temperatura sfalsata perché non è tarato per l’aria.

Controllare la tenuta del sistema

Un controllo può evitare che il problema dell’aria diventi eccessivo, oppure verificare se la formazione di bolle sia in quantità modica e naturale, oppure eccessiva, indicando altri tipi di guasti. Ecco come procedere.

Utilizzando un dispositivo per il controllo della pressione si può verificare la tenuta del sistema di raffreddamento. Prima si mette il sistema sotto pressione con una pompa manuale. Poi si monitora il manometro. Se la pressione comincia a scendere, è facile capire che il sistema non tiene, non è ermetico.

La pompa si può collegare anche a macchinari pesanti con appositi adattatori universali, quindi lo stesso controllo si può fare su mezzi pesanti. In caso sia difficile scoprire la perdita, si può inserire nel circuito un liquido apposito (soluzione di contrasto) che vada a evidenziare il punto in cui c’è la perdita.

Conclusione

La formazione di bolle d’aria nel sistema di raffreddamento può essere naturale o causata da difetti o perdite. L’eccesso di aria compromette l’efficacia del sistema. Per evitare danni al motore, effettuare sempre uno sfiato adeguato dopo il lavaggio dell’impianto e controllare la temperatura del motore, eventualmente facendo un controllo della pressione del liquido di raffreddamento.

    Commenti – 1

  • @A. R. 06.03.2022
    Membro

    Piaggio Porter 1300 16V 80.000Km. Succede che aumenta velocemente la temperatura dell’acqua con travaso della stessa nella vaschetta di recupero con successiva ebollizione. Il radiatore rimane freddo. Questa anomalia non succede sempre ma spesso, talvolta dopo poca strada percorsa, talvolta dopo aver utilizzato il mezzo regolarmente e ripartendo dopo una sosta. Ho fatto più volte lo spurgo dell’impianto come indicato dalla Piaggio ma non ho risolto il problema. Mi potete aiutare? Grazie. Adolfo

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